ll Prologo all’Ordinatio di Giovanni Duns Scoto

 

Francesco Fiorentino, Il Prologo all’Ordinatio di Giovanni Duns Scoto, Città Nuova, Roma 2016, (Traditiones, 2) pp. 545, € 32,00

Magister regens di teologia a Parigi dal 1305, Giovanni Duns Scoto (1265/66-1308) si impegna nell’elaborazione di una terza versione del suo Commento alle Sentenze, nota con il titolo di Ordinatio. Il Prologo a quest’opera è una ricca introduzione alla complessità del pensiero scotiano. Come viene evidenziato da un confronto con i Prologhi delle due precedenti versioni, la Lectura e i Reportata Parisiensa, in queste pagine Scoto condensa e puntualizza molti temi nodali della sua speculazione (il rapporto tra teologia e filosofia, il carattere scientifico-pratico del sapere teologico, la conoscibilità di Dio), con un approccio chiarificatore che testimonia l’avvenuta maturazione del suo pensiero. In questo scienza pratica, la teologia estende le proprie competenze fino a includere la determinabilità dei contingenti da parte della volontà divina. I limiti dell’intelletto umano impongono però, rispetto alla maggiore apertura razionalistica documentabile nei Reportata, una subordinazione radicale della conoscenza teologica all’adesione per fede ai contenuti della rivelazione scritturale. Solo l’apertura alla dimensione soprannaturale del sapere consente di evitare lo scacco delle argomentazioni razionali e apre per l’intelligenza la possibilità dell’accesso a una visione estatica del vero, che per Scoto costituisce il massimo grado di certezza possibile. L’Ordinatio ha goduto di ampia fortuna presso le successive generazioni di teologi, in special modo per l’accento sui tema dell’accesso conoscitivo dell’homo viator al soprannaturale e per la valorizzazione della teologia come scienza pratica. Le novità del pensiero scotiano condizionarono infatti il successivo dibattito speculativo, non solo a Parigi (a partire dal commento sentenziario di Enrico di Harclay) ma anche ad Oxford (da Giuglielmo di Alnwick a Giovanni di Reading, a Guglielmo di Ockham e i suoi seguaci).

Francesco Fiorentino (Bari, 1975), docente nei licei, Dottore di Ricerca in Filosofia medievale, è abilitato all’insegnamento universitario di Storia della Filosofia. Con particolare attenzione al pensiero di Scoto e de suo seguaci, ha studiato la questione dello statuto del sapere scientifico, il problema della contingenza, i rapporti tra libertà umana e onniscienza divina. Tra le sue pubblicazioni Gregorio da Rimini. Contingenza , futuro e scienza nel pensiero tardo-medievale, Roma 2004; Conoscenza scientifica e teologia tra XIII e XIV secolo, Bari 2014.

 In copertina: Giovanni Duns Scoto (iniziale miniata da Super secundo libro Sententiarium) Ms. Paris, BNF, Lat. 3063, f. 1r
(1475-1500)