Cusano e la pace delle fede

 

 

 

 

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Davide Monaco, Cusano e la pace della fede

Città Nuova (Collationes, 4) Roma 2013, pp. 167  ISBN: 9788831118033 € 18,00

All’indomani della caduta di Costantinopoli per mano dell’esercito turco (1453) Nicolò Cusano, allora cardinale e vescovo di Bressanone, scrisse un’opera di rara bellezza e profondità: il De pace fidei. Secondo la proposta dell’autore, la pace e il dialogo, piuttosto che scaturire da una negazione dell’identità confessionale del credente, nascono proprio da una affermazione della sua fede e della sua appartenenza religiosa. La dialettica tra l’Uno e i molti e tra l’unicità della verità e la pluralità delle sue espressioni costituisce il presupposto speculativo fondamentale dell’opera. Cusano coniuga sapientemente, al fine di fondare il dialogo interreligioso, sia la dimensione negativa del Dio nascosto, sia quella positiva della rivelazione divina e della pluralità dei diversi culti religiosi. Il dialogo non è un elemento accidentale, necessario soltanto alla pacificazione e alla convivenza tra le diverse religioni sulla terra, ma è un momento essenziale della ricerca e dell’approfondimento della verità e della fede, personale e comunitaria, per ogni confessione religiosa. Il dialogo interreligioso diventa così anche la strada maestra per un autentico incontro e dialogo tra le culture.

Davide Monaco (Salerno, 1980) è professore incaricato presso l’Istituto Teologico Salernitano e gli ISSR di Salerno e di Nola. Ha conseguito la laurea e il Dottorato di ricerca presso l’Università di Salerno e la licenza presso la Pontificia Università di Roma. Ha perfezionato i suoi studi presso la Facoltà di Teologia di Trier. Per Città Nuova ha pubblicato il volume ‘Deus Trinitas. Dio come non altro nel pensiero di Nicolò Cusano’, pref. di W. Beierwaltes.

In copertina: L’assedio di Costantinopoli, ms. Paris, Bibliothèque nationale de France, fr. 2691, f. 264v (Jean Chartier, Chronique de Charles VII roi de France, 3o quarto del sec. XV) Photographic credit: Bibliothèque nationale de France