Gianfrancesco Pico della Mirandola: fede, immaginazione e scetticismo

 

Lucia Pappalardo, Gianfrancesco Pico della Mirandola: fede, immaginazione e scetticismo
Brepols (Nutrix, 8) Turnhout 2015 ISBN: 9782503554105 € 95,00

Nelle vicende storiografiche che determinano fortuna e ricezione dell’eredità di un autore, Gianfrancesco Pico della Mirandola ha conosciuto la sorte di chi esordisce all’ombra delle personalità distintive dell’epoca in cui vive e finisce per essere giudicato principalmente in relazione ad esse. Nipote di Giovanni Pico, discepolo di Girolamo Savonarola, Gianfrancesco ha faticato, così, a liberarsi dalle angustie delle definizioni di editore delle opere dello zio e apologeta del frate di San Marco, nonostante sia sopravvissuto all’uno come all’altro di quasi quarant’anni, lasciando una produzione tanto vasta da suggerire almeno cautela nella pretesa di ridurla a semplice ripresa di istanze altrui. Lo studio qui presentato propone una lettura complessiva dell’opera di Pico, individuando in fede, immaginazione e scetticismo i concetti intorno ai quali si articola la riflessione pichiana. Emerge così il profilo di una filosofia ‘inattuale’, costruita in tenace polemica con le istanze speculative tipiche del Rinascimento italiano ed europeo: all’ideale umanistico di concordia tra religione e sapienza pagana è contrapposto un atteggiamento critico nei confronti della razionalità filosofica, abbandonata a favore di una opzione fideistica; al mito cinquecentesco della dignitas hominis è sostituita una analisi delle debolezze, in campo etico e teoretico, della natura umana, condotta attraverso un originale ripensamento del ruolo dell’immaginazione, la facoltà conoscitiva che la maggior parte degli intellettuali del Rinascimento considerava segno delle capacità ‘magiche’ dell’anima. Proponendosi come una sorta di ‘anti-Ficino’ della propria epoca, Gianfrancesco introduce, primo tra i suoi contemporanei, temi destinati a lunga fortuna nella modernità: la messa in discussione del primato di Aristotele e del metodo scientifico aristotelico; il recupero dello scetticismo pirroniano, la riflessione sulla pluralità e la vanitas delle filosofie e l’interrogativo sulle diverse potenzialità epistemologiche di ratio e fides.

Lucia Pappalardo (Battipaglia, Salerno, 1983) è dottore di ricerca in Filosofia, scienze e cultura dell’età tardoantica, medievale e umanistica, presso l’Università degli studi di Salerno. Si occupa di storia della filosofia del Rinascimento, con particolare attenzione al tema del ritorno di Sesto Empirico in età umanistica e alle questioni sul ruolo dell’immaginazione nella gnoseologia cinquecentesca, esplorate soprattutto in relazione alla produzione di Gianfrancesco Pico della Mirandola. Attualmente i suoi interessi sono legati alla letteratura sulla stregoneria e alle declinazioni rinascimentali del motivo della fantasia causa di errore.

 Immagine: La calunnia di Sandro Botticelli (particolare), by permission of Galleria degli Uffizi (Firenze)